Comunicazione del Dirigente in merito al Pasto Domestico a.s.2017/18
Ai Docenti
Alle Famiglie
Scuola Primaria e dell’Infanzia
Oggetto: Consumazione pasto domestico a scuola
Gentili Genitori,
questo comunicato, a pochi giorni di distanza dall’avvio del servizio di Refezione scolastica, ha l’intenzione di chiarire la posizione degli Istituti comprensivi coinvolti in merito al problema della consumazione del pasto domestico a scuola, richiesto da alcune famiglie per l’a.s. 2017-2018.
Rinnovando la dichiarazione di disponibilità di tutti i Dirigenti ad intraprendere un percorso di pianificazione, condiviso con il MIUR, l’USR, l’Ente locale e la ASL di competenza, per l’accoglimento di tali richieste, appare doveroso fornire preliminarmente alcune precisazioni.
A seguito della sentenza della Corte d’Appello di Torino n. 1049 relativa all’oggetto, con nota n.348 del 3.03.2017 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è intervenuto per fornire indicazioni in merito alla “Consumazione del pasto domestico a scuola” ed ha rimesso agli Istituti scolastici e agli Enti locali il compito di trovare soluzioni idonee a garantire la eventuale fruizione del pasto domestico e l’erogazione del servizio mensa ai ragazzi, assicurando al contempo la tutela delle condizioni igienico-sanitarie e il diritto alla salute. Si precisa, comunque, che la sentenza sopra indicata, ha efficacia unicamente per il caso preso in esame ai sensi dell’art. 2909 c.c. che recita: “L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato ad ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa” ma è illegittima un’applicazione estensiva della stessa. Ulteriore precisazione preliminare è che, come hanno ben chiarito anche i Giudici, la problematica è posta per la scuola dell’obbligo del I ciclo (primaria e secondaria di primo grado) e pertanto, per definizione, esclude la scuola dell’Infanzia che, pertanto, non è coinvolta nella vicenda.
L’ordinanza della stessa Corte emessa il 9.9.2016 a completamento della suddetta sentenza, richiamando l’ordinanza del 13.8.2016, recita inoltre: “L’ordinanza ha respinto l’ulteriore pretesa del ricorrente a stabilire le misure organizzative necessarie a consentire l’esercizio di tale diritto (pasto da consumarsi nel refettorio scolastico, o previa dimostrazione dell’impossibilità, presso altro locale idoneo destinato alla refezione)”. Il consumo di alimenti a scuola, avvenendo di fuori dell’ambito privato, non si configura come
“consumo domestico privato” e comporta la responsabilità di terzi, nella fattispecie i Dirigenti scolastici, e il rispetto di ben precise regole urbanistiche, le previsioni del D.M. 18/12/1975 sulle superfici minime a disposizione nonché i regolamenti europei e norme collegate, quali la presentazione della relativa SCIA sanitaria e l’implementazione dell’HACCP I riferimenti normativi per affrontare la questione, estremamente delicata per le responsabilità civili e penali che comporta, sono principalmente i Regolamenti C.E. 852 e 854 del 2004 e le Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica del Ministero della Salute – Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti – approvate nella Conferenza unificata con provvedimento 29 aprile 2010 pubblicata sulla G.U. n. 134 del 11-6-2010, che hanno l’intento di promuovere l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute e
la prevenzione delle patologie cronico-degenerative (diabete, malattie cardiovascolari, obesità, osteoporosi, ecc.) di cui l’alimentazione scorretta è uno dei principali fattori di rischio.
Le Linee guida indicano la necessità che il servizio di ristorazione scolastica risponda a criteri di qualità e salubrità oltre alla predisposizione di un capitolato ben delineato e caratterizzante il tipo di servizio che si intende erogare, ispirato alla promozione della salute e rispondente a requisiti oggettivi e misurabili di qualità e correttezza.
I locali devono essere idonei dal punto di vista urbanistico ed igienico-sanitario, adeguatamente attrezzati, dotati di servizi di vigilanza, manutenzione, pulizia, sanificazione di quanto necessario al corretto espletamento della loro funzione.
Anche le ASL ROMA 4 e ASL ROMA 6 – Dipartimento di prevenzione – Servizio igiene degli alimenti, sono intervenute sull’argomento rispettivamente con le note prot. SIAN F4 del 16.2.2017, prot. 55802 del 6.10.2016 e 40050 del 14.7.2017 ed hanno specificato che nella ristorazione scolastica occorre fornire garanzie di tipo igienico sanitario e di sicurezza alimentare.
Nelle note si precisa anche che, qualora lo spazio individuato per la consumazione del pasto sia diverso, debbono essere ugualmente rispettate tutte le condizioni igienico sanitarie nell’ambito della somministrazione del pasto in modo analogo a quelle previste per i refettori. Quindi tali locali dovrebbero essere attrezzati adeguatamente, dotati di arredi, frigorifero, sorveglianza, pulizia a fine pasto come previsto per la consumazione del pasto fornito dal gestore di ristorazione scolastica. Alla luce di quanto esposto e al fine di fornire risposte a coloro che hanno fatto richiesta del pasto domestico a scuola, si sono svolti diversi incontri tra i Dirigenti degli Istituti Comprensivi coinvolti oltre a due riunioni presso l’Aula consiliare del Comune di Guidonia, alla presenza, oltre che dell’Amministrazione comunale e dei diversi Istituti comprensivi, anche della Ditta Bioristoro e di alcuni rappresentanti dei genitori. Nelle riunioni, alle quali non era presente la ASL di competenza territoriale (che però ha fornito il suo parere in altra sede all’Ente locale),i Dirigenti scolastici hanno portato all’attenzione del tavolo le numerose criticità.
Premesso che la competenza e la responsabilità della somministrazione del pasto agli alunni delle scuole del primo ciclo dell’Ente locale; premesso altresì che le istanze presentate dai genitori chiedono la consumazione del pasto domestico all’interno dello stesso locale del servizio di refezione scolastica, i Dirigenti scolastici hanno evidenziato le seguenti criticità strutturali ed organizzative
1) necessità di personale aggiuntivo comunale da destinare alla preparazione e pulizia del locale adibito alla consumazione del pasto domestico. Si precisa infatti che tale tipologia di servizio non figura nel profilo del collaboratore scolastico previsto dal CCNL vigente;
2) necessità di ulteriore personale interno per assicurare la vigilanza nel momento della consumazione del pasto anche se ciò avvenisse in spazi separati all’interno della mensa;
3) assenza di un luogo idoneo ove far consumare il pasto domestico, ad eccezione del locale mensa che al momento, a causa di necessarie autorizzazioni, non sarebbe idoneo ad accogliere gli alunni che non intendono avvalersi del servizio di ristorazione scolastica ;
4) mancanza di adeguati strumenti di conservazione dei cibi;
5) responsabilità della somministrazione dei cibi in ordine a problematiche igienico-sanitarie, allergie, potenziali rischi di contaminazione alimentare tra gli eventuali pasti domestici con possibili ricadute sulla salute degli alunni;
6) responsabilità dei singoli dirigenti in assenza di tracciabilità degli alimenti;
7) mancanza di linee guida da parte del MIUR sulla consumazione del pasto domestico in ambito scolastico;
8) mancanza di chiare e precise indicazioni da parte dell’ASL sulla tipologia di cibi da poter consumare a scuola come pasto domestico, in assenza di condizioni atte alla loro corretta conservazione;
9) perplessità dal punto di vista alimentare ed educativo, considerando che i bambini dovrebbero consumare il pasto domestico in luogo separato, venendo così meno la finalità educativa di inclusione e di uguaglianza che la scuola persegue.
Gli scriventi Dirigenti scolastici hanno inoltre fatto presente che, pur considerando meritevole l’impegno che l’Amministrazione comunale sta perseguendo sia nel contenimento delle tariffe del servizio di refezione scolastica sia nel voler garantire la consumazione del pasto domestico, le perplessità e le difficoltà logistiche rappresentate durante le riunioni e riassunte nell’elenco sopra esposto non hanno trovato, nonostante la piena e immediata disponibilità dichiarata dall’Ente locale, risposte concrete.
Per quanto fin qui esposto i sottoscritti Dirigenti scolastici, pur comprendendo e rispettando la scelta delle famiglie che hanno fatto richiesta di pasto domestico da consumare a scuola in alternativa al servizio di mensa scolastica, per i motivi sopra indicati non possono accogliere tali richieste per l’A.S. 2017/2018.
Pertanto, per l’anno scolastico corrente le famiglie che non intendono avvalersi del servizio di refezione scolastica potranno:
– in via del tutto eccezionale, previa presentazione di apposita istanza presso l’Ufficio di segreteria scolastica e in base al turno mensa della classe di appartenenza, ritirare i propri figli da scuola per la pausa pranzo riportandoli alla ripresa delle lezioni, non prospettandosi in tal caso la diminuzione del tempo scuola poiché durante la mensa il tempo scuola è legato ad un progetto didattico educativo di educazione alimentare che viene automaticamente meno nel momento in cui gli alunni non si avvalgono del servizio di refezione scolastica.
Nell’attesa dell’acquisizione di ulteriori e più specifici pareri da parte del MIUR e della ASL competente per territorio si invitano le SS.LL. ad ottemperare le disposizioni di cui sopra, evitando comportamenti che ledano le norme di ordine pubblico, il Diritto allo studio e il Diritto alla salute di tutti i bambini.
I DIRIGENTI SCOLASTICI DEGLI ISTITUTI COMPRENSIVI
I.C. “LEONARDO DA VINCI”
I.C. “DON MILANI”
I.C. “G. MONTELUCCI”
I.C. “VIA CIANTI”
I.C. “GIOVANNI XXIII”
I.C. “A. MANZI”
I.C. “DE FILIPPO” – VILLANOVA
I.C. “E.DE FILIPPO” – COLLEVERDE
I.C. “G. GARIBALDI”
Il Dirigente Scolastico
Prof.ssa Carla Basurto
(firma autografa omessa ai sensi dell’art.3
del D.Lgs. n. 39/1993)
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